COMMENTI RECENTI

ARCHIVIO

--- 2007 ---
--- 2006 ---

SONO

AMO

ODIO

CITAZIONI

BANNERS











IO











LORO










MATTY














TOMMY







PAULA E ARTU'



POLDA











 

SIMBA E SALLY







PETER







I CRICETI













LINKS

PARTECIPANO

 Il mio profilo ContattamiCaterina77
 Il mio profilo Contattamibrebisnoir
Il mio profilo Contattamiepistef
Il mio profilo Contattamisvalvolina

FEED

COUNTER

Postato alle 12:31 di sabato, 04 luglio 2009
da: [Caterina77]
Luissssssino...
Ti ho scritto un paio qualche mail nelle settimane scorse per sapere come stai, se sei vivo, ma non rispondi mai...
Che succede?
Non leggi più quella mail al lavoro? Sei a casa? Non lavori più lì?
I colleghi per boicottarti ti cancellano la posta prima che tu la legga?
Un gruppo di hacker si è impossesato del tuo pc?
...O solo non hai avuto il tempo di rispondere?

 

Caterina77 alle ore 12:31 | | commenti (4) | commenti (4) (popup) |

Postato alle 14:20 di domenica, 21 giugno 2009
da: [Caterina77]
E ieri sera un po' di sano.. "terrazzaggio".

...bagna di qui, taglia di là, concima dall'altra parte.
Nel tentativo di... di rilassarmi, di non pensare a un mucchio di cose.
Alle notizie che arrivano distratte in ufficio, una sempre peggio dell'altra. Ai colleghi che si fanno le scarpe uno con l'altro, e che anche se cerchi disperatamente di guardarli solo da fuori ogni tanto però... bruciano.
Alle riviste che chiudono, piano, piano, una dopo l'altra e... e tu che di lavoro fai quello, quando non ce ne sarà più nemmeno una... allora che farai?
Perché... perché, forse, il piano B non decollerà poi tanto... o no, Stefano?
Per non pensare alla milionesima litigata, al milionesimo problema che loro riescono a creare, in malafede totale, cattivi dentro, sempre e comunque.
Per distrarmi da... dai miei figli che crescono. E che più crescono e più sono (giustamente) indipendenti. E più si "allontanano" da me. E... e restano chiusi, il primo giorno di oratorio, nel bagno con un'altra bambina. Una bambina di... di prima media. Perché la serratura si è incastrata, era dura, dicono. E allora li devono tirare fuori. Ma la domanda più giusta sarebbe:  ma che cosa cacchio ci facevi tu, che hai finito adesso la 1° elementare, con una bambina di 11 anni chiuso nel bagno??
"Mi doveva fare la cresta ai capelli", mi racconta. ...E che: c'era bisogno di chiudersi dentro nel bagno???! E poi: ma i lavandini, quelli che servono per bagnarsi i capelli, da che mondo è mondo, non sono mica nell'ANTI-bagno???
E allora... allora lo accompagni in piscina, e cerchi di vedrela in faccia sta bambina. E lui te la presenta, felice: ed è bellina, mora, con le lentigini. ...Grande, terribilmente grande.
E lui... lui ti passa davanti correndo
"Mamma, io vado nell'altra piscinaaaaaa..."
"Amore no...!!"
"Eh mamma!!! ...Io vadooooooo!!!!"
...E va beh, allora vai.
E tu te ne resti lì a guardarlo da lontano, chiacchierando con quello o quell'altro bagnino, a sorseggiare un caffè, per convincerti che sei indifferente tu, che tanto no, mica lo controlli.
Poi quando torni a casa e lui si spoglia per il bagno tu scopri che... che ha scritto "Alessia" insieme a un mucchio di cuoricini dappertutto: sulla visiera del cappellino, sotto alla visiera del cappellino, sul braccio, sulla pancia. E che... e che è una lotta infilarlo nella vasca da bagno perché... perché no, mamma, che se no mi si cancella tutto...!
E... e meno male che ne ho fatto un altro, di figlio, e che è ancora innamorato della sua mamma, lui.



E per distrarmi da... da Chiara, che è passata proprio ieri a ritirare Taz, un piccolo piccolo cane della prateria che mi era stato dato in affido, e che oggi sarà consegnato al suo nuovo padrone. E che,... e che speriamo lo faccia stare bene.


 

Caterina77 alle ore 14:20 | | commenti (7) | commenti (7) (popup) |

Postato alle 11:46 di mercoledì, 17 giugno 2009
da: [Caterina77]
Un grande.
...Un gran pazzo,e un grande sbruffone, anche.

 

Caterina77 alle ore 11:46 | | commenti (6) | commenti (6) (popup) |

Postato alle 09:07 di domenica, 07 giugno 2009
da: [Caterina77]
Sabato mattina.
Mi aggiro per la casa da ore sistemando, riordinando, pulendo.
E il paperotto piccolo... SEMPRE dietro, come un'ombra.
A un certo punto, disperata, mi fermo, mi giro, lo fisso e gli faccio:
"Tommaso... per favore... sciaquati un attimo dalle scatole".
E lui, serissimo e anche un po' infastidito:
"Mamma!! Ma mi sono lavato zià io tamattina!!! ".



 

Caterina77 alle ore 09:07 | | commenti (4) | commenti (4) (popup) |

Postato alle 23:27 di sabato, 30 maggio 2009
da: [Caterina77]
Cacchio: che male che fa facebook.
Quando apri la posta e tra gli 8 messaggi in attesa di essere letti l'ultimo è... l'ultimo che ti aspettavi di leggere.
...Ma nella vita proprio, e non solo su facebook.
Un messaggio semplice semplice.
Di chi, forse, vuole sapere solamente come stai.
...O forse no.
E allora ti fa un po' paura.
E ti fa comunque anche... un gran male.
Perché l'hai aspettato tanto quel messaggio, ma tanto.
Lo aspettavi... lo aspettavi ogni Natale quando eri bambina.
Poi... poi a un certo punto hai smesso di aspettarlo, e ti sei sentita arrabbiata.
E adesso... adesso vorresti ancora tanto essere arrabbiata. Perché sarebbe più facile. Perché forse, allora, a quel messaggio oggi non avresti neanche risposto, perché forse adesso non avresti paura.
Paura di... di chi teme di essere la più ingenua, sempre, la più debole, la più facile.
Paura di ferire qualcun altro, soprattutto. Che per te è molto importante.
Paura di farti scoprire piangerci, ancora.
Come... come quella domenica in piedi di fianco al lavandino mentre tuo papà si lavava la faccia per svegliarsi, per scuotersi, per capire.E tu... tu avevi capito già tutto molto bene lì... ma non hai capito più nulla del dopo. Non hai valutato, non ti hanno spiegato.
E adesso... adesso è così difficile dopo tutto questo tempo tirare le somme senza sentire un po' male, senza rischiare di sbagliare, senza ferirti e soprattutto senza ferire. Chi sicuramente pur tra mille errori... ha comunque sempre cercato di proteggere te.
...La sola, forse, a sentirsi così, anche adesso. Come... come tutti quei Natali.

 

Caterina77 alle ore 23:27 | | commenti (7) | commenti (7) (popup) |

Postato alle 11:13 di venerdì, 29 maggio 2009
da: [Caterina77]
La mia vita è… è divisa a fasce. Scorre per fasi.
Fasi lente, fasi veloci, scambi di fasi in corsa.
L’ultima fase è stata… lunga. Dura da anni. E’ una fase un po’… apatica. Tranquilla, forse, è il vocabolo migliore per definirla.
Niente scosse, niente temporali.
…Tutto scorre.
Adesso… adesso ho un po’ questa sensazione di chi si sta svegliando da una sorta di letargo. In cui poi magari risprofonderà felicemente tra soli due giorni, o forse due mesi, o magari mai, chissà…
Ho cambiato casa solo qualche anno fa, ho cambiato abitudini, vicini. Sono sprofondata in questa Brianza che non conoscevo, piena di paure e di preconcetti.
Mi sono trovata a cercare di tenere lontano vicne di casa che cercavano due chiacchiere o un caffè, mamme di altri bambini che cercavano confronti e consigli, e papà… papà invadenti,. Marpioni presunti. Che mi ero convinta avessero preparato complimenti in serie, standardizzati.
E che ho… ho allontanato, ho temuto, ho criticato.
Adesso invece sono giornate in cui… in cui sto riscoprendo il piacere di un complimento. A chiedermi se forse ma forse, poi, non sia che se si ricorda come ero vestita la prima volta che, tre anni fa, sono entrata all’asilo, se si ricorda quando è stata la prima volta che abbiamo fatto due chiacchiere, quando la prima che mi ha strappato un sorriso… forse allora non è per ogni mamma di ogni bambino di quella scuola che se lo ricorda.
E ad assaporarmi, allora, un complimento pensato proprio… per me.
Che fa sempre comunque terribilmente piacere.
Sono giornate in cui… si riempiono le piscine, si tolgono i teli, si riapre il parco, la pelle inizia a tendere al bronzo, il cuore torna a prendere il sole.
…Forse.
O forse no.
Chi vivrà vedrà, dicono.

Sono le giornate… dei poliziotti. Qui fuori, davanti alla mia finestra, parcheggiati giorno e notte in quella macchina bollente, accaldati ad annoiati, che sono qui a fare qualcosa che non sono tenuti a raccontare, pare. Che seguono l’ombra dell’edificio slittando qualche metro in avanti di ora in ora. E che ogni tanto… offrono tarallucci e vino.
Che lavoro di merda questo. Loro sì che avrebbero il diritto di lamentarsi.
E’ il periodo… del caldo. Della nonna che non sta bene e che cade a faccia in giù in mezzo alla strada perché l’è girata òa testa, e ti racconta che è stanca e vuole morire.
Dello zio che qualche settimana fa morto è davvero, anziano, e tu te lo ricordi abbronzantissimo a Jesolo che ti portava in giro sul pattìno e portava alla zia le seppie che sputavanol’inchiostro nero con cui lei preparava il risotto la sera.
E’ il periodo dei saluti ai colleghi che da lunedì saranno piano piano accompagnati all’uscita di questa nostra storia, di questo lavoro. Del saluto alla collega in cassa integrazione da un anno che è morta due giorni fa senza aver voluto raccontarci prima che un tumore le aveva fatto perdere tutti i capelli e che quando telefonava qui per sapere le novità lo faceva dal letto dell’ospedale.
…Di qualche tratto di malinconia, anche.
Che ti fa fermare un attimo a… a pensarci su.
A guardare, poi, in una mattinata come questa, un trapolino in sandaletti e cappuccio blu corrermi incontro felice con il suo passo ancora un po’ tremolante quella sua andatura da Paperoga mentre già in macchina sto per uscire dal cancello, per l’ultimo bacio alla mamma e ad avviarsi verso il lavoro pensando che tanto… che tanto di tutto il resto ma chi se ne frega.

 

Caterina77 alle ore 11:13 | | commenti (4) | commenti (4) (popup) |

Postato alle 10:34 di giovedì, 21 maggio 2009
da: [Caterina77]
Io odio, da sempre, chi pur di arrivare... calpesterebbe sua mamma.
E invece di gente così ce n'è... troppa.
Ed è necessario averci a che fare quotidianamente.
Io capisco tutto: io capisco la necessità di tenersi stretto un posto di lavoro, io capisco la necessità di dover mantenere una famiglia, capisco perfettamente un milione di motivazioni che ci portano a dovere, nella vita, accettare alle volte qualche compromesso.
Caspisco la necessità di obbedire a degli ordini che arrivano dall'alto, per quanto spiacevolissimi siano, perché... perché non si è quasi mai nella posizione di potersi permettere di rispondere un no.
Ma non capisco più quando le cattiverie vengono fatte a gratis, di default, senza che nessuno te le imponga proprio perché... perché allora, forse, ce le hai nel dna.
O magari anche solo perché credi che così, infilando quotidianamente il naso nel culo delle persone che "contano", prima o poi qualcosa torni indietro anche a te, perché è tutta una rufianaggine studiata per arrivare.
...Ma arrivare dove, poi, mi verrebbe ogni tanto da chiederti.
Arrivare un gradino più sù?
...Qui?
Alle volte, come ieri, mi viene da augurarti che quando questo posto crollerà, allora, tu ci sarai ormai talmente attaccato che sarai uno dei primi ad essere trascinato giù.
Perché forse... te lo stai meritando.
Qualche giorno fa in macchina parlavo con mio figlio della sua ultima partita, dei loro avversari che sono una squadra forte.
Gli ho chiesto se avrebbe preferito, il prossimo anno, andare a giocare con loro. Mi ha risposto di si, entusiasta probabilmente dall'idea di collezionare solo vittorie.
Poi mi ha chiesto se però sarebbero andati con lui anche tutti i suoi compagni della squadra di adesso.
Gli ho risposto che no, che non l'hanno chiesto a tutti di andare a giocare con loro, ma solo a qualcuno.
Allora si è incupito un po'.
Ci ha pensato.
E poi  di slancio mi ha detto che no, che allora no, che non gli interessava passare a una squadra più forte, che preferiva vincere di meno ma restare con i suoi amici.
Mi sono sentita... mi sono sentita immensamente orgogliosa del mio ometto.
Perché quello che ho sempre cercato di trasmettergli è che la cosa più importante, di tutto, è sentirsi fieri di se stessi, e della propria coscienza pulita, sempre.
Non sono certa che come nelle favole ci sia poi sempre il lieto fine e il male rimbalzi come un boomerang solo a chi lo fa. Però... però in fondo, io che credo ancora nel principe azzurro, potrei non credere anche in questa di favola?

 

Caterina77 alle ore 10:34 | | commenti (8) | commenti (8) (popup) |

Postato alle 09:43 di domenica, 17 maggio 2009
da: [Caterina77]

Mi manca… mi manca il rumore della pioggia che batteva sulla grondaia proprio di fronte al mio letto, nel mio piccolo appartamento milanese, che stavo ore ad ascoltare leggendo sotto le coperte quando fuori c’era il temporale.

La casa qui è talmente isolata, talmente insonorizzata, che quando la sera sei dentro potrebbe esplodere una bomba fuori che dubito da qui ce ne accorgeremmo.

Mi manca… mi manca la sensazione di libertà che c’era lì. Quando, prima di avere deciso di prendermi la responsabilità di una famiglia, stavo assaporando la sensazione di libertà di chi, finalmente indipendente, sta assaggiando la sua nuova vita.

Da sola.

Che è importantissimo per crescere.

Mi manca perché… era piccolina, era incasinata, era senza panorama ma… ma era la mia. 

Era la casa delle serate in calzettoni e gambe incrociate una di fronte all’altra sul divano a raccontarci le nostre vite.

Delle cene seduta per terra, se mi andava, davanti alla tv alle undici di sera, senza renderne conto a nessuno.

Era la casa di Valeriano.

E’ stata la partenza e l’arrivo di molti viaggi.

E’ stata la base di serate di preparazione davanti allo specchio, trucchi sparsi vestiti scambiati e musica a tutto volume, prima di qualche “trasferta”.

E’ stata la casa dove arrivava la mia nonna, ogni giorno all’una in punto, a portare il suo nipotino sul passeggino avanti e indietro per il corridoio buio, “in galleria”, cantandogli la filastrocca della ninna nanna.

Ho una casa bellissima anche qui, e non c’ìè paragone con gli spazi, con l’aria.

Vedere i miei figli che sotto il sole del giardino si rincorrono rossi e felici uno sulla bicicletta e l’altro sul triciclo… non ha paragone con niente.

Nemmeno con la libertà di una volta.

Che però… c’è stata, ha fatto parte della mia vita, e che ogni tanto mi torna in mente con piacere.

Ho conosciuto un mare di persone anche qui: amiche e amici, genitori di altri bimbi, più seriosi o più “folli”, brianzoli o toscani trapiantati con il loro accento meraviglioso.

E sono tutti, a dispetto di quello che si dice e di quello che temevo, assolutamente cordiali e disponibili.

E’… è un po’ un’altra vita, qui.

Si fa la spesa insieme, ci si aiuta con i bambini (ogni tanto mi capita di andare a scuola e di averne da ritirare, all’uscita, quatto o cinque, di fare la carovana fino a  casa… ), si preparano grigliate al sole, si bevono un milione di caffè al giorno.

E… e si sta gran bene.

Ma ogni tanto, voi lo sapete, a me ricordare piace così tanto… 
 

Caterina77 alle ore 09:43 | | commenti (5) | commenti (5) (popup) |

Postato alle 18:37 di domenica, 26 aprile 2009
da: [Caterina77]
E' vero: latito.
Me lo stanno dicendo in tanti.
E' che... è che c'è anche il blog delle Vipere, di là. E' che c'è facebook, e stare dietro davvero anche a quello sarebbe un lavoro par time già di per sè.
E c'è... e c'è la vita, sopratutto, che è sempre pienissima, ringraziando il cielo, per cui non ne basterebbero tre di giornate, al posto di una sola, per riuscire a fare davvero tutto quello che si vorrebbe.
E c'è... c'è che la mia vita scorre tra il lavoro, i figli, gli amici, la cucina, le cene in compagnia, i lavori sul terrazzo, le mie piantine, l'estate con le sue cerimonie, con le sue vacanze, coi suoi fine settimana, con le sue gite da pianificare e da organizzare, le telefonate infinite e i caffè con le amiche, gli scazzi sul lavoro... senza nessuna grossa novità, senza nessuno "scossone", serena come da tanto la volevo, ma senza nulla di così eclatante che mi sembri ineressante passare di qui a raccontarvi.
E' per questo, anche, che latito.
Perché ogni tanto mi vengono in mente mille cose, mille sensazioni da raccontare ma poi... ma poi mi perdo un po' tra le cose da fare e un po' tra la sensazione che agli altri, comunque, le mie emozioni raccontate non interessino.
Però... però sono sempre qui.
Passo, leggo, e mi fa piacere continuare a mantenere, tra una latitanza e l'altra, questa sorta di diario che so che molti amici passano quotidianamente a leggere per aggiornarsi comunque, pur non sentendo più quotidianamente me anche fuori da qui...

 

Caterina77 alle ore 18:37 | | commenti (17) | commenti (17) (popup) |

Postato alle 00:00 di venerdì, 10 aprile 2009
da: [Caterina77]
Qui, nonstante il grandioso e costante polverone dei lavori in corso proprio sul terrazzo... qualcosa inizia piano piano a fiorire.
...Bucando la coltre di polvere per uscire.

E anche la casa, sempre piano piano, si popola di nuove creature...



 

Caterina77 alle ore 00:00 | | commenti (4) | commenti (4) (popup) |