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Postato alle 10:24 di sabato, 28 novembre 2009
da: [Caterina77]
Beh... non so se sia una sensazione solo mia ma... ho idea che sia arrivato davvero l'inverno.
Prima di questa settimana non mi era ancora capitato di sentire un gran freddo come ieri.
Sarò che ho deciso di fermarmi sul terrazzo a concimare le piante, e liberarle dalle poche foglie gialle rimaste, a potarle un po', fatto sta che ho mangiato così tanto freddo, con le mani infilate nella terra bagnaa, che una volta entrata in casa non riuscivo più a scaldarmi...
Comunque... comunque speriamo che nevichi. Per Natale, magari. Quando saresti in casa comunque, quando non c'è bisogno di affrontare cumuli di neve alle sei e mezzo di mattino pregando di raggiungere l'ufficio per tempo.
Speriamo che nevichi un po' perché i bambini, pronti con i loro stivaletti imbottiti di pelo, non aspettano altro.
E poi perché... perché è il giusto coronamento di quell'atmosfera natalizia che a me piace tanto.
Abbiamo preparato l'albero, il presepe, le decorazioni...

C'è la cascata che scorre col suo lieve suono inconfondibile, c'è il laghetto con il suo cigno, c'è la scoiattolino arrampicato sulla capanna in cerca di ghiande, c'è il cane, c'è il coniglio.
E poi... poi ci sono le pettole, gli strufoli, il cotechino con la polenta, il bagno caldo, il vin brulè, una copertina, le lucine fuori, la nebbia...



 

Caterina77 alle ore 10:24 | | commenti (3) | commenti (3) (popup) |

Postato alle 11:40 di lunedì, 23 novembre 2009
da: [Caterina77]
E ieri un'altra mamma che ha ucciso.
Senza volerlo. Senza capirlo.
Un'altra mamma che mi fa una tenerezza infinita, come il suo bambino.
Perché... perché nessuno può sapere cos'ha nel cuore.
Ma deve essere qualcosa che le ha fatto tanto male, e che gliene farà ancora tanto. A lei, ai suoi figli, alle persone che le volevano bene.
E... e non c'è spiegazione, non c'è logica, non c'è giudizio.
Però succede.
E succede anche che poi questa stessa mamma passi ore stretta al corpicino del suo bimbo, senza avere capito che cosa gli ha fatto.
...Un buco nero. Un flash. Chissà se qualcuno riuscirà a spiegarcelo mai, in quel momento, davvero cosa ci succede.
O cosa ci è successo prima, per arrivare fin lì.
E adesso io, dopo avere guardato fisso il mio di bambino di tre anni ieri sera mentre passava la notizia al tg, mi sento di augurare a quel bambino, là dove stà, e a quella mamma, qui dove è rimasta, tutto il bene del mondo.


 

Caterina77 alle ore 11:40 | | commenti (2) | commenti (2) (popup) |

Postato alle 10:19 di venerdì, 13 novembre 2009
da: [Caterina77]
Sono... sono risorta da una settimana di influenzona terribile. E... e c'è da augurasi che fosse sto simpatico H1N1, perché considerato che se c'è in giro qualcosa io me lo prendo... se mi manca di fare pure questa stiamo a posto.
E da oggi, dunque... inizia il mio periodo pre-natalizio. E ci si immerge in un mondo fatto di Toy's, di Cars, Di Yu-gi-oh, di karaoke e di skateboard. Di pigne, di stelle, di rosso e di verde, di fontanelle, di muschio.
E' un periodo che amo, questo. E' il periodo in cui inizio a sperare di svegliarmi e ritrovarmi circondata da una coltre di neve. Perché diventi tutto bianco, perché torni a sembrare tutto pulito, perché... perché torni a essere Natale.
E' il periodo... delle riflessioni, a volte. Dei flash.
Dei flash velocissimi, chiari, luminosi, come quelli sparati quella sera in quella discoteca, quelli che ti illuminavano il viso, le mani, delle immagni bloccate, di quella canzone che ritorna, martellante, ogni volta che passa quella pubblicità, e mi riporta a quella sera.
...Dei ritorni.
Di chi è uscito dal carcere e ritorna, e tu ti accorgi che non è cambiato, che non cambia, che nessuno cambia se non lo vuole, che non c'è punizione che tenga. Che alle volte forse è proprio vero che dipende tutto da noi.
Che, anche lì, forse dipendeva tuttoi da te. E' dipeso tutto da te.
Chi invece in carcere ci è appena entrato, e ci dovrebbe restare metà vita, secondo me, ma a Natale sarà casa con mamma e papà, pure più tranquillo di noi.
E di chi invece riappare, senza essere mai uscito o mai entrato, ma solo... solo ripassa di qui. Per un cvaso, per un destino.
E io... e io che... che mi sveglio.
Che rifletto.
Che mi rendo conto che... che sono una mamma, che sono una donna, che le canzoni che tanto amo e che ancora ascolto forse oramai... oramai non parlano più di me.
Che quel Davide tanto giovane e tanto bellino di così poche estati fa che adesso imperversa su mille canali televisivi può essere... può essere proprio solo l'animatore di mio figlio, adesso.
Perché non c'è canzone e non c'è più estate che tenga.
Perché le giornate in cui incontrarsi era difficile, in cui mi sono data pet malata e sono stata tutto il giorno con te, abbracciati in cima al Duomo a guardare giù, o all'Ikea a scegliere insieme le decorazioni di Natale... sono passate. Quell'albero c'è ancora. Ma diventa ogni anno un po' più diverso da allora.
E sono passate da tempo ormai. Parecchio tempo.
E le decorazioni, adesso, le scelgo pensando a quale piacerà di più ai miei bambini.
Perché... perché sono un po' più grande.
Perché so fermarmi, adesso, lo so.
Perché adesso non mi ingabolo più. Perché adesso non ci casco più.
Perché adesso sono... sono diventata così terribilmente lucida, così rigida, come tutte quelle persone che a guardarle da fuori, solo qualche anno fa, mi facevano tabta tristezza.
Sono... sono invecchiata. O sono cresciuta.
E un po', forse, il caso mi sta anche mettendo alla prova.
Ma mi sento tanto diversa, adesso, da qualche anno fa.
Perché il tempo in fondo passa per tutti. Perché le cose per qualcuno arrivano prima, per qualcuno arrivano dopo, ma prima o poi... forse arrivano.



 

 

Caterina77 alle ore 10:19 | | commenti (4) | commenti (4) (popup) |

Postato alle 18:12 di sabato, 24 ottobre 2009
da: [Caterina77]

























Ultimamete per tutta una serie di motivi, la parola matrimonio in casa mia e nelle mie orecchie risuona spesso.
E io... e io, a 31 anni suonati, ho deciso che forse era davvero ora di confrontarmici.
Per esorcizzare una paura, per capire.
Perché... perché l'abito bianco mi affascina, da sempre. Da quando... da quando lo usavo per vestire le barbie, probabilmente.
Mi affascina l'idea del matrimonio, della cerimonia, dei fiori, della festa, mi affascina il lato romantico di tutto.
Mi immagino tanti fiori bianchi, mi immagino un gazebo di glicine, un laghetto, una collina, una fila di panchine bianche, una giornata sole, un buffet colorato ai bordi di una grande piscina, cascate di riso, cascate di fiori.
Sogno quella favola che forse, da sempre, tutte le donne sognano.
Così... così ho deciso di provarlo questo vestito bianco che già di per sè, così, appeso lì, sembrava rappresentare anche da solo tutto il suo sogno.
E piano piano ho... ho scoperto molte cose.
Ho scoperto prima di tutto che... è pesante. Quei vestiti che a me, visti da fuori, da invitata, sono sempre sembrati così eleganti, così leggeri, così spumosi, sono in realtà pesantissimi. Sono belli. Ma sono terribilmente costrittivi.
E ho scoperto quello che ho sempre saputo, ma contro cui non mi ero mai prima d'ora più di tanto scontrata. Ho capito che poi al di là del bianco del vestito, per quanto mi riguarda, non c'è molto altro.
Non sono credente, non lo sono mai stata, non mi sento succube del valore di una promessa.
E troverei capriccioso oltre al limite consentito quello anche solo di pensare di sposarmi, per la gioia della festa, per la curiosità dei volti, per la magia del vestito luminoso.
E che sono quasi certa ormai, quindi, che questo vestito, largo e lunghissimo, di tre taglie più grande, è stato il primo e sarà anche l'ultimo, banco, che io abbia avuto la gioia e il coraggio di infilarmi.


 

Caterina77 alle ore 18:12 | | commenti (14) | commenti (14) (popup) |

Postato alle 10:55 di domenica, 18 ottobre 2009
da: [Caterina77]

La mia amica si sposa.

…E non una mia amica: la mia Amica.

Quella dell’adolescenza, quelle delle cazzate insieme, quella dei pianti, delle sorprese, delle risate, delle litigate.

Quella da cui poi per qualche anni mi sono allontanata perché… perché avevo bisogno di crescere, perché aveva bisogno di crescere, perché incredibilmente quegli anni sono serviti a ritrovarci terribilmente simili, da tanto diverse come eravamo.

Quella degli arrivi e delle partenze. Quella dei segreti, delle confidenze, degli sguardi con cui ci capivamo, e ci capiamo, all’istante.

Quella che mi ha seguito, quella che mi ha capito, quella che mi ha accompagnato.

Quella che… che mi ha osservato. E che solo così capiva.

Quella delle notti in macchina, su e giù giù e su, con e senza figli dietro.

Quella che… che una telefonata basta.

Quella che… quella che li conosce tutti: i miei amori, i miei errori.

Quella che.. che quanti, si sbagli, ne abbiamo fatti insieme! E quante volte ci siamo riprese, quante volte ci siamo sgridate, quante volte ci siamo guidate.

Quella che poi… che poi la vita, è inevitabile, porta ognuna per la sua strada.

Ma… ma tanto una telefonata, sempre, basta.

Quella che adesso… che adesso ha trovato la persona giusta, ne sono certa.

E che finalmente… finalmente sono contenta per lei. Perché è finita la fase delle nostre sbandate, dei nostri errori, perché… perché entrambe stiamo riscrivendo un nuovo capitolo.

E io… io le voglio un gran bene, e mi auguro che stia cominciando il più bel capitolo della sua vita.

Anzi: ne sono certa. Perché… perché sta cominciando nei migliore dei modi, perché è così che si parte, perché sei intelligente, perché sei forte, perché… perché adesso sei grande. Perché il vestito bianco ti starà benissimo, vedrai, e il pancione prima o poi ti donerà e lo porterai alla grande. E lui... lu sì, crescerà con te: perché nessuno è perfetto, ma io dico che di dargli questa opportunità stavolta ne vale proprio la pena. E perché, secondo me, è proprio così che si fa.

E io… e io ti voglio un gran bene, e ti auguro tanta tanta tanta fortuna.
 

Caterina77 alle ore 10:55 | | commenti (5) | commenti (5) (popup) |

Postato alle 22:22 di sabato, 17 ottobre 2009
da: [Caterina77]
Paura, paura, paura...
paura di scottarmi.
E non di sbruciacchiarmi come succede (come è successo anche, a volte) con un piccolo amore, con una grande cotta.
Un'altra paura.
Paura di rimanere delusa davvero.

Ma chi non rischia, forse, non arriverà nemmeno mai.

 

Caterina77 alle ore 22:22 | | commenti (4) | commenti (4) (popup) |

Postato alle 12:38 di sabato, 10 ottobre 2009
da: [Caterina77]
Ho voglia di... di evadere un po'.
Di respirare un'aria diversa per qualche giorno.
Di vedere qualcosa di bello.
Di caricare i miei figli su un aereo (vincendo almeno stavolta e almeno per loro quel senso di claustrofobia che mi fa venire...) e di portarli a iniziare a visitare qualche pezzo di mondo. Perché da grandi ne abbiano il ricordo, perché da grandi ne abbiano la passione.
Sono talmente tanti i posti che vorrei vedere, che vorrei rivedere, che mai come ora organizzare un fine settimana mi risulta complicato.
Ho Amsterdam nel cuore, e la convinzione che tutti quei colori e quei canali, e quel popolo di giovani, e quell'allegria, e quelle vie colorate, piene, strane, e quei giardini pieni di nanetti che tanto hanno affascinato me da piccola, lo farebbero altrettanto coi miei figli.

Ho Parigi in mente, con... con i suoi giovani vagabondi che fanno folklore sotto la Torre Eiffel.
Ho in mente la sensazione di vertigine al primo piano della torre, che è miracolosoamente e misteriosamente sparita mano a mano che si saliva, per lasciare il posto alla meraviglia dello spettacolo, all'aria quasi rarefatta che c'era lassù.
Ho in mente il fasciono dell Défanse, la meraviglia provata appena uscita dalla metropolitana. Ho in mente il sapore delle crepe alla nutella che passeggiando la sera spuntano da ogni angolo. Ho in mente la magia di quel posto.


Mi ricordo... mi ricordo Londra. La magia del primo aereo, la meraviglia, lo stupore, la curiosità, i kilometri e kilometri di rulli che ci trasportavano a Gatwick,  la mia prima vacanza da sola, l'enormità di Londra, il suo caos, Piccadilly, i milk shake alla vaniglia...



Ricordo l'atmosfera magica di Monaco, che tanto mi è poi parso di rivedere a ogni mercatino natalizio tirolese, quei dolci inconfondibili, quel pane nero, la poesia di quell'enorme orologio in Marienplatz con il suo carillon.



Sono tanti i posti che vorrei rivedere, e di più ancora quelli che mi mancano: Vienna, Barcellona, Copenaghen, Stoccolma, Bruxelles...


Spero di avere il tempo, e la possibilità, di visitarli ancora tutti.

 

Caterina77 alle ore 12:38 | | commenti (4) | commenti (4) (popup) |

Postato alle 17:52 di mercoledì, 07 ottobre 2009
da: [Caterina77]
Stamattina seduta in metropolitana hi avuto... un flash.
Una di quelle immagini che non sai nemmeno quali nè perché, ma che per uno strano meccanismo mentale ti richiamano alla mente immagini tue.
E mi sono rivista in una mattina di qualche anno fa, litigando ad un telefono mentre accompagnavo il mio allora figlio unico a scuola, terribilmente distratat e presa dalle mie cose, terribilmente distante da lui.
E si sono sussegguite, nella mia testa, tra una fermta e l'altra, tutta una serie di immagini simili.
Vecchie.
Datate.
Che mi sono tornate prepotentemente in mente.
Insieme ad una voce che mi chiedeva, che si chiedeva, dove fosse mio figlio in quegli anni, in tutti quei momenti in cui io vivevo le emozioni di una quindicenne, presa da altri pensieri, da altre cose, da altre persone.
E... e mi sono sentita un po' in colpa.
Il fatto di avere figli in età non molto avanzata forse implica anche questo: il fatto di crescere, ne bene e nel male, con loro.
Di sbagliare, di capire, di raddrizzare.
...E di giocare, anche, di diventare grandi insieme.
Ci sono i pro e i contro, come in tutto.
Non rinnego niente di quello che mi è successo anni addietro, di quello che ho cercato, di quello che è arrivato.
Anzi: riflettendoci bene su devo dire che con certezza rifarei la stragrande maggioranza delle cose che ho fatto. Errori compresi. Anche le testate contro il muro.
Perché... perché ogni cosa che ho fatto, ognuna, l'ho fatta con un palmo di cuore. L'ho fatta perché in quel momento ero certa di farla. E no ci può essere un errore quindi, in questo.
E poi perché mi è servita, molto.
Mi dispiace solo che certe cose, certe mie assenze, ma soprattutto mentali, forse in un certo senso abbiano pesato su mio figlio. Questo ovviamente sì. Ma anche questo fa parte del bagaglio di cose che mi è servito, che ci è servito, per avere con lui il rapporto che c'è adesso. Di cui sono (tra un'incazzatura e l'altra... ) assolutamente fiera. Di quello che è, oggi, lui.
E di quella che sono io.

 

Caterina77 alle ore 17:52 | | commenti (1) | commenti (1) (popup) |

Postato alle 19:19 di mercoledì, 30 settembre 2009
da: [Caterina77]
Sta arrivando l'autunno.
E io... lo amo.
Lo amo per i colori caldi, lo amo per le foglie rosso scuro e per quelle che si sbriciolano rumorose sotto i piedi. Lo amo per la pioggia, per quelle piogge sottili, discrete, che picchiettano e picchiettano e fanno quel rumore piacevole che sa... che sa di casa.
Lo amo perché mi sento più riposata dopo le vacanze estive, più sveglia, più... più viva.
Lo amo perché le temperature si abbassano, i comignoli piano piano, uno a uno, iniziano a lasciare nel cielo la loro scia di fumo, le finestre si chiudono e si torna a essere un po' più... un po' più in intimità.
Si passano meno serate in compagnia, forse. Si fanno di sicuro meno grigliate, meno bagni, ci si copre di meno, ci si scopre di più. Ma nei luoghi caldi, quando fuori fa freddo, c'è più atmosfera, c'è che... c'è che ci si vuole tutti più bene.
E che guardare fuori la pioggia che picchietta e scoppietta su una coltre di foglie castane è... è tanto bello.
Buon autunno a tutti.

 

Caterina77 alle ore 19:19 | | commenti (9) | commenti (9) (popup) |

Postato alle 12:14 di lunedì, 21 settembre 2009
da: [Caterina77]
Ce ne sono... ce ne sono parecchie di cose che mi fanno diventare gli occhi lucidi, che mi fanno venire quella sorta di magone. Dalle più serie alle più "banali", come lo sguardo di mio figlio che si gira a cercare il mio dopo avere fatto un gol.
...Ma quel bambino, quel bambino piccolo più o meno come il mio, che saluta il suo papà lì dentro, senza poter avere ancora capito davvero che il suo papà non lo rivedrà più... quel bambino me l'ha proprio strappata una lacrima. Parecchie, anzi.
Che si tratti del figlio di quel parà o che si tratti del figlio di un muratore caduto da una impalcatura durante il suo lavoro.
Quello è un dolore che non ha alcuna differenza, privato o di stato che sia.
E di dolore in questi ultimi giorni ne ho visto.... troppo.
Pochi giorni in ospedale solo per una serie di controlli mi ha portato di nuovo a scontrarmi con una realtà che è a me fortunatamente sconosciuta, che è fatta di pazienza, di dedizione, di solitudine, di amore.
Moltissime volte, ogni volta che mi scontro con queste realtà, mi passano per la testa mille cose, mille cose che vorrei fare, anche. Poi mi fermo a pensarci su e mi rendo conto che... che ci deve essere una buona dose di menefreghismo per riuscire a scegliere di fare qualcosa, ma di menferghismo quello buono: una bella corazza, un bel carattere, una forza non indifferente. Perché altrimenti... perché altrimenti ti porti a casa il dolore delle persone che restano lì, ed è immenso.
Per la prima volta in vita mia, il primo giorno di ricovero, ho provato un attacco di ansia:  la paura (totalemnete ingiustificata e un po' ridicola, tra l'altro...) di rimanere lì chissà quanto, l'angoscia per chi blindato lì da chissà quanto c'è davvero, la tristezza per le persone sole, la malinconia di quella corsia... Mi hanno provato le pulsazioni che erano a 140, non riuscivo a stare ferma, ci ho messo un po' a calmarmi.
E a capire che non sono in grado di stare lì, che non ne sarei capace nemmeno ovolendo, che sono forse un pochino troppo fragile, adesso, per pensare di poter essere di aiuto a qualcun altro, chiunqu sia, senza caricarmi del suo male, senza distruggere prima di tutto me.
Ho incontrato una donna da invidiare, coricata accanto al marito affetto da SLA per tutta la notte, ogni notte, e in piedi al suo fianco ogni giorno: per soreggerlo, per aiutarlo, per strappargli un sorriso. Ho invidiato la forza, la determinazione, il coraggio. Lei dice che... si trova. E forse è proprio così pert tutti, chissà.
Ma mi auguro sia un coraggio che non mi tocchi mai cercare.


 

Caterina77 alle ore 12:14 | | commenti (6) | commenti (6) (popup) |